ANCHE I GIUDICI DELLA CASSAZIONE AFFOSSANO LE BANCHE

La Corte di Cassazione, con l’importante sentenza n.350 del 9 gennaio 2013 ha dato un’altra spallata al già traballante equilibrio del sistema bancario italiano. La pronuncia della Suprema Corte qualifica come usurari e quindi passibili di restituzione, quegli interessi convenuti in contratto sui mutui ipotecari che,calcolati includendovi interessi di mora e altri oneri a qualsiasi titolo, superano i limiti stabiliti dalla legge sull’usura.Per capire la portata di tale pronuncia, stranamente passata quasi inosservata dalla stampa, specializzata e non, si consideri che la stragrande maggioranza dei mutui ipotecari erogati dalle banche presentano tassi contrattualmente convenuti che, ab origine,includendovi i tassi di mora, superano i limiti oltre i quali scatta l’usura. É pertanto verosimile attendersi nel prossimo futuro, un’ondata formidabile di richieste di rimborso degli interessi corrisposti da parte dei soggetti finanziati. Non solo. Infatti oltre a dover rimborsare gli interessi, le banche dovranno anche accontentarsi della restituzione del solo capitale residuo, dal momento che , in tal caso, ai sensi del Codice Civile, il mutuo si considera gratuito.
Questa sentenza non fa che aggravare la già difficile situazione delle banche, ormai da tempo sotto attacco da parte dei propri clienti a seguito delle numerose cause in giudizio per usura e anatocismo presenti in un numero molto rilevante dei rapporti di conto corrente. Sulla base di recenti statistiche effettuate da società specializzate, emerge infatti che quasi il 90% dei rapporti di conto corrente affidati, accesi dai clienti negli ultimi dieci anni nei confronti di Istituti Bancari Italiani, sono affetti da anomalie bancarie, soprattutto anatocismo e usura, che, ricordiamolo, è anche un reato penale. Le banche tendono a minimizzare queste situazioni, sotto il profilo mediatico, ma riteniamo che la situazione che cova sotto la cenere stia davvero diventando esplosiva.
Con buona pace di chi ancora crede che il sistema bancario italiano sia tra i più solidi d’Europa.

Daniele Monarca

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