Sodo caustico. Giuramento della Pallacorda?

La situazione da “ancient regime” che vive (sottomesso: per quanto ancora?…) il paese ricorda un altro “ancient regime”, quello della Francia maldestramente guidata dalla monarchia assoluta nel fasto frivolo e spendaccione di Versailles e nel totale disprezzo del paese (come non vedere riscontri con la situazione presente …),  che passò — necessariamente — attraverso il Terrore e l’uso sistematico, trucido ma utile (modesto riferimento alla categoria crociana), dello strumento inventato dal dottor Joseph-Ignace de Guillotin, vero tecnico della prassi politica.

La Rivoluzione durò assai, forse perché tante erano le cose da rivoluzionare; nel nostro paese, le cose sono assai più incrostate da decenni di “mala pianta”: ma mancano Giacobini e Montagnardi, Marat, Danton e Robespierre. Arduo pensare alla riedizione del “giuramento della Pallacorda”. Qui ci si limita al caffè solubile nel camper e le serate alla versiliana.

I regimi non hanno nel loro DNA i geni del rinnovamento; finiscono con gran crepitare e rapido precipitare, talora per mano di ardimentosi, talaltra vittime di eventi imprevedibili. Ma il Fato è sempre presente.

Le pere del Presidente

Ennio Flaiano (“ La solitudine del satiro”) racconta in modo magistrale una serata al Quirinale, Presidente Luigi Einaudi:

“Molti anni fa, nel terzo o quarto anno del suo mandato presidenziale, fui invitato a cena al palazzo del Quirinale da Luigi Einaudi. Non invitato ad personam – il Presidente non mi conosceva affatto – ma come redattore di una rivista politica e letteraria diretta da Mario Pannunzio. A tavola eravamo in otto, compresi il Presidente e sua moglie. Otto convitati è il massimo per una cena non ufficiale, e la serata si svolse dunque molto piacevolmente, la conversazione toccò vari argomenti (…) Ma eccoci alla frutta. Il maggiordomo recò un enorme vassoio (…) e tra quei frutti, delle pere molto grandi. Luigi Einaudi guardò un po’ sorpreso tanta botanica, poi sospirò: “Io” disse “prenderei una pera, ma sono troppo grandi, c’è nessuno che vuole dividerne una con me?”. Tutti avemmo un attimo di sgomento (…) “Io, Presidente” dissi alzando una mano per farmi vedere, come a scuola. Il Presidente tagliò la pera, il maggiordomo ne mise la metà su un piatto, e me lo posò davanti come se contenesse la metà della testa di Giovanni il Battista. (…) Qui finiscono i miei ricordi sul Presidente Einaudi. Non ebbi più occasione di vederlo, qualche anno dopo saliva alla presidenza un altro e il resto è noto. Cominciava per l’Italia la Repubblica delle pere indivise”.

Accanto alle pere, molte ciliegie che, come noto, “una tira l’altra”.

“Spending review” dei noiatri…

Il diavolo si annida nei particolari … (1) il Quirinale costa annualmente 2 volte l’Eliseo e 6 volte la Corona d’Inghilterra; (2) l’Italia ha 60 milioni di abitanti, 315 senatori, 630 deputati; gli USA 300 milioni di abitanti, 100 senatori, 435 deputati; se avessimo la stessa proporzione, in Italia ci sarebbero 20 senatori ed 85 deputati; (3) Barack Obama, presidente USA, guadagna l’equivalente di 300.000 euro annui, il cancelliere tedesco Angela Merkel 108.000 euro; il Governatore del Molise guadagna molto più del presidente USA, l’ambasciatore italiano in Germania oltre 2 volte l’emolumento della Merkel (240.000 euro); il presidente INPS batte tutti, con 1.200.000 euro guadagna oltre 10 volte quanto prende la Merkel; (4) il capo della Polizia italiana percepisce 620.000 euro annui, oltre 5 volte il capo dell’FBI americano (113.460 euro).

 Il tecnico che più ammiriamo è il dottor Joseph-Ignace Guillotin.

Al ritorno dalle ferie

La scorsa estate sotto l’ombrellone ho maturato la decisione di aderire al manifesto di Fermare il Declino. Così alla prima connessione disponibile ho dato la mia adesione. Ci sono stati mesi poi di passione ed entusiasmo: di incontri, approfondimenti, riunioni, progetti, la raccolta di firme per le liste elettorali. Tanta energia messa in moto. tanta speranza che fosse la volta buona per una svolta.
Poi al culmine dell’entusiasmo la Settimana di Passione prima delle elezioni.
Con il, anzi direi al plurale,  “i” tradimenti. Senza la Domenica di Pasqua. La pietra tombale non è rotolata via. Siamo rimasti li dentro.  E’ come se la pietra tombale l’avessero messa gli apostoli stessi.

I tentativi di “auto -risorgere” non sono, al momento di scrivere, andati a buon fine. Eppure i dieci punti del manifesto erano attuali allora e sono attualissimi oggi. Dopo un anno la situazione economica e politica in Italia non è migliorata, anzi  è peggiorata.  Ciò che occorreva FARE allora è tutto li: ancora tutto da FARE.

Eppure di cosa si è letto sotto l’ombrellone quest’estate ? La condanna di Berlusconi, con i conseguenti  ricatti al governo, l’abolizione dell’ IMU. Temi e discorsi  lontani da ciò che è veramente decisivo per imprimere un moto di cambiamento. Tutto come prima. Eppure appena dopo le lezioni con il risultato importante del Movimento 5 stelle molti (me compreso) avevano sperato in una scossa al Palazzo. Niente. Nulla o quasi. Il tempo passa inesorabile e tutto rimane immutato. Il Governo vivacchia quel tanto che basta a far scorrere il tempo. E come ben sappiamo con il tempo l’Italiano dimentica e così si torna al punto di partenza. Ma ad “Italiopoli” se si passa dal via ma non si prendono le 20.000 Lire si torna in prigione. Sudditi eravamo e sudditi rimaniamo.  In attesa del prossimo illusorio, e forse ormai vicino, turno elettorale.

“Che FARE ?” Io da parte mia continuerò a lottare: sono il Solito Sconosciuto, (*).  Non voglio più essere suddito o schiavo. Chiamiamo a raccolta gli amici che tanto entusiasmo e passione hanno messo nel primo Fermare il Declino, e ripartiamo a FARE politica.  

(* un sovversivo che diffonde stampa clandestina mettendo in pericolo l’ordine pubblico;  cit. da Fontamara di Ignazio Silone)