Sodo caustico. Camera e Senato spendaccioni gemelli.

 

Dopo una progressione esponenziale dei costi passati da 755 milioni del 2001 ai 993 milioni nel 2010 (+ 31%), nel 2013 la Camera dei Deputati spenderà 1.054 milioni: il 74% se ne va per stipendi di deputati e dipendenti e per le loro pensioni (770 milioni); 1.490 dipendenti, protetti da 11 sigle sindacali, assorbono 270 milioni di retribuzioni, con una media di 181.000 euro a dipendente: carriere sicure con progressioni automatiche; un segretario parte da 34.000 euro per finire a 156.000 euro a fine carriera; un operaio parte da 30.000 euro ed arriva a 136.000 euro; un consigliere (altro tipo di lavoro manuale) inizia con 64.000 euro e finirà a 358.000 euro. La manna continuerà anche quando essi saranno in pensione: la spesa per erogazioni pensionistiche è di 227 milioni l’anno.

La situazione è simile al Senato: 505 milioni di costi annui, e la metà (246 milioni) se ne va per stipendi e pensioni.

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