Sodo caustico. Il turismo sanitario.

 770.000 italiani cambiano regione per curarsi, con un costo di 2.000 milioni a carico delle regioni “esportatori” di malati; la mobilità vale quasi il 10% del totale ricoveri. In testa alle regioni che segnano aumenti dei ricoveri la Lombardia con 76.357 malati provenienti da altre regioni ed un valore economico positivo di 555 milioni, seguita da Emilia (67.194 ricoveri e 337 milioni) e Toscana (33.994 ricoveri e 132 milioni); in “profondo rosso” Campania, con 55.716 malati che hanno preferito farsi curare fuori regione, con un esborso di 311 milioni, seguita da Calabria (52.031 malati e 252 milioni) e Sicilia (33.902 malati e 189 milioni). Perde il Sud, vince il Nord. Le cure più gettonate sono quelle specialiste, a maggior costo unitario, secondo i dati MinSalute (www.24oresanita.com), con un costo medio nazionale di 3.500 euro che sale a 5.200 euro per quelli fuori regione, che quindi costano il 33% in più di quelli resi in regione. Dati che danno la dimensione della situazione: regioni incapaci di gestire la sanità ed ulteriormente penalizzate dal maggior costo sostenuto per “esportare” malati verso strutture più efficienti, od almeno più avanzate come struttura e competenza.