Categorie
Sodo Caustico

Sodo caustico. Il capitalismo pubblico.

 Il Centro Studi Confindustria (CSC) indica in 39.997 le partecipazioni di amministrazioni pubbliche in 7.712 organismi esterni, società ed enti spesso nati per aggirare i vincoli di finanza pubblica; dei 7.772 organismi indicati, 4.875 hanno una funzione definibile come “attività economica”, e solo 2.033 (il 26% del totale) svolgono servizi di interesse generale. Oltre la metà degli organismi non svolge attività economica,  ma assorbe la metà degli oneri sostenuti per le partecipate: 11 miliardi nel 2012. Il totale degli oneri sostenuti dalla P.A. per questi enti “para-inutili ed inutili” è di 22,7 miliardi annui; buona parte di tali enti negli anni ha mostrato perdite di bilancio, a carico della collettività. Numeri straordinari in negativo, che richiedono (indicativo presente d’obbligo) una pronta azione: la loro chiusura immediata.

Categorie
Sodo Caustico

Sodo caustico. I debiti delle amministrazioni locali.

La Banca d’Italia informa che al 31.12.2013 il debito di Regioni, Province, Comuni ed altri enti locali è di 107.611 milioni, sostanzialmente stabile. La parte del leone la fanno i Comuni con 47.292 milioni (il 43,9% del totale), seguiti da Regioni (36.577 milioni, il 34% del totale), Province (8.452 milioni, il 7,9%), altri enti (15.289 milioni, il 14,2%). La regione più indebitata (comprensiva dei debiti dell’ente regionale, delle province e dei comuni del territorio)  è il Lazio con 18.123 milioni (il 16,8% del totale del debito delle amministrazioni locali), seguita da Piemonte (14.849 milioni, il 13,8%), Campania (12.452 milioni, l’11,6%) e Lombardia (12.005 milioni, l’11,2%). Banche italiane e CDP sono i grandi finanziatori con 72.884 milioni, pari al 67,7% della provvista effettuata, seguite da emissioni di titoli all’estero (15.410 milioni, il 14,3%). Sul debito totale di 107.611 milioni, sono stati costruiti dei contratti derivati, o swap, per 8.735 milioni (dato al 31.12.2013), pari all’8.1% del debito, che stanno generando perdite di 922 milioni (inferiori all’1% del debito), che però stanno causando seri problemi di “tenuta” dei conti ai fini del patto di Stabilità dei comuni, in particolare quelli minori.