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The Loner

Nel 1959 si diceva che….

“E ora, tra l’altro, contro le esigenze dettate dalla disoccupazione giovanile, per un complesso di ragioni, si manifesta la tendenza a preferire il prolungamento degli orari di lavoro, anche per lunghi periodi, all’assunzione del personale

da Francesco Compagna, Terroni in città, 1959 Laterza

 

Quanti anni sono passati e si rifanno gli stessi errori!

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The Loner

NUOVO STATUTO per FARE per Fermare il Declino

Ecco in diretta il nuovo statuto del giovane ma aggressivo movimento politico di cui abbiamo una qualche contezza.

https://www.fermareildeclino.it/fare/statuto-e-codice-di-garanzia

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Sodo Caustico

Eutanasia di un paese

“La situazione è grave, ma non seria” (Ennio Flajano): difficile però abbozzare un ironico sorriso di circostanza dinanzi alle 2 notizie eclatanti e fresche di giornata: le motivazioni della sentenza della Consulta sul ricorso Fiom sulla rappresentanza sindacale ex art 19 Statuto Lavoratori; la sentenza della Consulta (sempre essa, sempre peggio…) sull’obbligo (non più tale…) di privatizzare o sciogliere le società “strumentali”.

Per la Consulta, organo a questo punto definibile come autentica “fossa dei dinosauri”, è anti-costituzionale l’art 19 dello Statuto dei Lavoratori laddove riserva le rappresentanze sindacali aziendali solo alle sigle sindacali firmatarie del contratto applicato nell’azienda interessata, perché tale norma contrasta con “i valori del pluralismo e libertà di azione delle organizzazioni sindacali” sanciti dall’art 39 della Costituzione. A nostro avviso, uno stravolgimento di un fondamento giuridico di base: il contratto vale fra chi lo firma e chi non lo firma non ha diritto di chiederne l’applicazione nella misura e nei modi che più gli piacciono, senza aver partecipato e sottoscritto il contratto. Troviamo oltremodo “buffo” un paese così dipinto: “solo diritti, mai doveri”.

Ma volete che la Consulta si limiti ad una stupidaggine? No! Ecco la seconda, se possibile ancor più grande della prima: cade sotto la mannaia la norma del DL 95/2012 che prevedeva la privatizzazione o lo scioglimento delle società pubbliche “strumentali “ (che cioè non operano in regime di concorrenza) il cui fatturato fosse per più del 90% derivante da contratti con la PA; basta tagli (per carità, fare economia è troppo per un paese alla “canna del gas”: vogliamo solo diritti, anche quello all’eutanasia); l’obiettivo di tagliare la spesa viene “immolato” sull’altare dei sacri diritti di regioni, province, comuni che potranno bellamente continuare ad essere azionisti, clienti, beneficiari (“capisci a me!”) dei servizi di società strumentali che non si confrontano, né mai vorranno farlo, col mercato.

Spegniamo la luce, chiudiamo amorevolmente le palpebre del defunto stato di diritto. Una prece.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-07-23/fiat-ragioni-consulta-esclusione-164430.shtml? uuid=AbI5zlGI

SODO CAUSTICO

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The Loner

Le Privatizzazioni in Italia: la vera storia.

Su segnalazione dell’amico Monarca, ecco DIRETTAMENTE disponibile il PDF di questo prezioso documento. E’ veramente il caso di dire che a volte la fornte è più chiara di mille articoli sull’argomento. Spendeteci il tempo necessario e non ve ne pentirete.

corte_dei_conti_delibera_3_2010_g_relazione

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The Loner

Facile analisi senza impegno diretto

Che dire, a parlare son bravi tutti. Personalmente sento la lama del coltello tra le scapole.

http://notizie.tiscali.it/articoli/interviste/13/07/intervista_zingales_rivoluzione_liberale.html

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Sodo Caustico

Un rimbalzo….

Sodo caustico.

C’è chi invoca il “default” …

Aumenta il numero dei dubbiosi: e se dichiarassimo il default? E non ripagassimo il debito enorme che ci sommerge?
Ai dubbiosi ed agli assertori del default rispondiamo che:
(1) l’80% del debito pubblico è oggi in mani italiane; era poco oltre la metà prima della grande crisi del 2011 (chiaro il concetto? gli investitori stranieri hanno passato il cerino … la BCE ha finanziato le banche italiane perché comprassero titoli …); dichiarare che lo stato non riconosce più il suo debito comporterebbe una perdita di valore dei titoli di stato che stanno nei conti deposito degli italiani, il mancato pagamento di interessi (reddito per chi lo incassa), il congelamento, in pratica l’azzeramento, del loro rimborso. Italiani più poveri.
(2) i vantaggi del default sono evidenti in presenza di 2 condizioni: (a) una percentuale elevata di debito è nelle mani di investitori stranieri che vengono “spennati”; (b) il paese ha una sua moneta che viene svalutata, di fatto o per decisione sovrana, nei confronti delle altre valute, più forti, e la sua economia può quindi trarre vantaggio dal fatto che i prodotti nazionali hanno un costo inferiore rispetto a prima. Nessuna delle 2 condizioni è riscontrabile per l’Italia: “chi ha dato, ha dato”, e per la condizione (b) da molti anni ormai.
(3) se non si interviene sulle cause del debito, che sono chiare: la spesa pubblica fuori controllo, il debito pubblico “monstre” è destinato a crescere; il default sarebbe un “harakiri” di dimensioni inaudite, in tale contesto.
Che fare? .. tiriamoci su le maniche ed i calzettoni, prendiamo la rincorsa e … un bel calcio nel sedere a chi ci governa, a Roma ed in periferia, è l’unica misura (pacifica e) fattibile.

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Liberiamo!

Nasce Liberiamo!

Liberiamo

è il sito/blog di coloro che non si fermano

e vogliono cambiare,

se stessi prima e la società italiana poi.

O viceversa.

Poco importa comunque.

La cosa che va fatta è cambiare in meglio.

Prossimamente su queste pagine.